Dal cortile
interno una scala porta all' appartamento
padronale posto al piano superiore, dotato di terrazzo
panoramico sulla campagna.
Sempre
al primo piano di un'altra ala del fabbricato con accesso da un'altra
scala, l'edificio ospitava i locali
della servitù e una foresteria.
Il casale è dotato anche di stalle,
palmenti
per l'uva, cantine,
trappeto con frantoio.
La disponibilità dell'acqua veniva garantita da un sistema di
canaletti che convogliano l'acqua piovana in una cisterna sotto il cortile,
al centro del quale c'è il pozzo.
I
casali nella storia siciliana
Il
casale è la struttura agricola caratteristica della campagna
sud - orientale della Sicilia, adatta alle esigenze della produzione
agricola. E' dunque l'elemento tipico del paesaggio di questa parte
della Sicilia.
Nel
Passato, i casali, lontani dai centri abitati, erano il cuore economico
del latifondo. I più antichi risalgono al Sei-Settecento. Il
proprietario vi abitava solo nel periodo del raccolto e delle esazioni.
Stabilmente vi risiedevano il responsabile (detto gabellotto, sovrastante,
curatolo, robattiere, secondo le specifiche funzioni), senza la famiglia,
e pochi addetti alla sorveglianza.
D'estate
invece i casali si riempivano di centinaia di operai e braccianti giornalieri.
Gli agronomi siciliani andarono a studiare in Inghilterra e quando tornarono
importarono il modello della rivoluzione agraria in quel Paese coltivando
le terre ad uliveto, mandorleto e vigneto.
Elementi
caratterizzanti del casale sono il cortile quadrato, al centro, e i
magazzini provvisti di grandi fosse (veri e propri silos interrati per
la conservazione dei cereali.)
Tra
le funzioni principale dell' edificio vi è infatti quella di
conservare i prodotti in attesa della vendita.
Alcuni
casali, soprattutto quelli più importanti per le dimensioni del
feudo, erano dotati di stenditoi per essiccare le mandorle, palmenti
e cantine per il vino, trappeti con il frantoio.